Stato dell’Arte

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Lo stato dell’arte

EvOKare studia le proprie soluzione e metodologie partendo dall’analisi delle problematiche.
Le attuali tecniche di splintaggio prevedono di associare alle piattaforme implantari i monconi e di collegarli tra loro tramite una barra in titanio, per realizzare un telaio rigido al quale può essere associata una protesi provvisoria, che consente il carico immediato, o eventualmente anche una protesi definitiva.
Nel caso di impianti dentali endossei la tecnica di splintaggio prevede esclusivamente l’utilizzo di una saldatrice endorale che consente di saldare la barra in titanio ai vari monconi presenti nella struttura protesica.
Tuttavia tale tecnica non è esente da inconvenienti in quanto la corretta collocazione e saldatura della barra in titanio all’interno della bocca del paziente dipende fortemente dalla destrezza dell’operatore, ed è ostacolata dai movimenti del paziente di apertura e chiusura della bocca, dai movimenti della lingua, e quelli dovuti alla deglutizione, nonché dalla presenza di sangue e saliva all’interno della bocca.
Inoltre la tecnica di splintaggio, attualmente utilizzata, prevede l’utilizzo di barre in titanio che vengono commercializzate in forma di segmenti lineari dritti, della lunghezza di circa 20 centimetri e di sezione circolare, generalmente di diametri compresi tra 1 e 2 millimetri. Tali barre in titanio vengono modellate manualmente dall’operatore fuori dal cavo orale, affinché assumano una conformazione che rifletta l’effettiva disposizione ad arco delle piattaforme implantari. Tuttavia tale modellazione manuale è sempre solo approssimativa rispetto al posizionamento dei vari monconi in titanio posti in corrispondenza della piatteforma implantare.
Altro inconveniente delle attuali tecniche di splintaggio è dovuto al fatto che, nel momento in cui non c’è un intimo contatto tra la barra in titanio e il moncone in titanio al quale la barra deve essere saldata, la saldatura tra i due componenti non si realizza, e i due elettrodi in rame della saldatrice endorale producono una sfiammata, con relativo scoppio, particolarmente spiacevole per il paziente. In tal caso il processo di saldatura deve essere ripetuto.
Allo stato attuale, inoltre, le metodologie sopra descritte obbligano l’odontoiatra all’uso della saldatrice endorale.